giovedì 2 luglio 2020

HOODOO (I SALMI: Storia, Preghiera, Meditazione, Magia e Angeli)



INTRODUZIONE

Prima di discorrere succintamente e funzionalmente all'oggetto di questo nostro libro, onde sgombrare da ombre e da confusione la mente del lettore poco informato, dell'Hoodoo è necessario specificare che non vi è nessuna correlazione fra questo e il Vudù. Malgrado l'assonanza delle due parole e la sovrapposizione geografica, entrambi fortemente radicati nel sud degli Stati Uniti d'America, abbiamo una sostanziale differenza: mentre il Vudù è una religione con una forte caratterizzazione magica, l'Hoodoo è un sistema magico privo di connaturazione religiosa. Entrambi i sistemi, l'uno religioso e l'altro squisitamente magico, possiedono però due caratteristiche in comune. 
La prima, come abbiamo detto in precedenza, è il bacino geografico di massima intensità, rappresentato dagli stati meridionali degli U.S.A., storicamente a forte promiscuità culturale. 
La seconda è il sincretismo che entrambi i sistemi presentano, il quale coniuga elementi afferenti a difformi tradizioni e li unisce con simboli e strumenti propri del cristianesimo. 

Il vudù (o altrimenti conosciuto come vodou in creolo, vodun o vodoun in fon, vodu, vaudou in francese, vudu, vodon, voudou, voudoun e voodoo) è una parola che trova origine nel significato di "spirito" o "segno del profondo", in quanto attraverso il culto espresso da questa religione, il divino, in forma di spiriti, si manifesta ed interviene nella vita dei suoi fedeli. Si vuole che il vudù sia la derivazione moderna di un'antica religione diffusa nell'Africa centrale e risalente alle primordiali comunità dedite alla caccia e alla raccolta, dove fondamentale era la vicinanza fra uomo e spirito, onde garantire la sopravvivenza del primo immerso in un ambiente selvaggio ed aggressivo. Successivamente questa religione primordiale muta attraverso una camaleontica trasformazione. Questa metamorfosi è frutto della schiavitù e della deportazione nelle Americhe di parte dei suoi fedeli e del suo essere combattuta dai missionari cattolici ed osteggiata da parte degli stessi proprietari degli schiavi. Questa radicale azione di contrasto determina una sincretistica fusione fra le varie anime spirituali e magiche africane ed elementi, sovente di facciata, cattolici. Il vudù si struttura in più organizzazioni, fra esse indipendenti, formate da un insieme di congregazioni. Nel vudù, ma esso è un arcipelago ben vasto, è postulata l'esistenza di un Dio supremo chiamato Bon Dieu oppure con nomi quali Mawu, Olorun o Gran Met. Sussistono un'altra serie di spiriti  minori e particolari: Agwe, spirito dei mari; Azak-Tonnerre, protettore degli agricoltori; Ayida-Weddo, signora del serpente celeste, cioè l'arcobaleno; Damballa, spirito della fertilità. Abbiamo poi spiriti “particolari”, dedicati all’oltretomba e alla morte, quali  Baron Samedi, Baron La Croix e Baron Cimitière . Funzione di intermediazione fra l'uomo e il mondo divino è rappresentata dai Loa, spiriti che si manifestano durante le cerimonie e che l'iconografia ci mostra durante le "cavalcate" o "possessioni" dei fedeli. È sostanzialmente in questo frangente che il vudù si caratterizza come una religione magica evocativa ed invocativa .  

L'Hoodoo è invece una forma di magia popolare che si è sviluppata, prevalentemente e più recentemente, sempre all'interno della popolazione afroamericana negli stati meridionali degli USA. La sua presenza è storicamente documentata in Alabama, Georgia, Louisiana, Arkansas, Florida, Mississippi, Carolina del Sud, Carolina del Nord, Virginia, Tennessee e Illinois, anche se oggi i suoi operatori sono sparsi in ogni angolo degli Stati Uniti. I suoi praticanti sono chiamati rootworkers, la cui traduzione potrebbe essere “coloro che lavorano con le radici”. È evidente in tale denominazione il richiamo alla sapienza popolare raccolta nelle piante, ma anche, a parere del sottoscritto, della conoscenza primordiale o radicale che essi dovrebbero incarnare.  Come detto l'Hoodoo, a differenza del più famoso Vodou, non è una religione e quindi non presenta una propria cosmogonia, una strutturazione in casta sacerdotale e non si esprime in liturgie. È sostanzialmente un sistema magico funzionalistico, ossia che guarda al risultato, che unisce elementi di varie tradizioni al cristianesimo; rispetto a quest'ultimo, il cristianismo, possiamo annotare come la maggioranza dei rootworkers siano cristiani. L'accesso all'hoodoo non necessariamente avviene tramite una trasmissione iniziatica o un apprendistato; sovente, l’incontro con questo sistema magico-popolare, si connatura attraverso una qualche forma di avvicinamento solitario o eclettico .  Così come la bassa magia del vecchio continente, anche l'hoodoo ha espresso una miriade di formulari magici o grimori. Vediamo i tre principali.
1.  il "Sixth and Seventh Books of Moses". E’ un grimorio, si sostiene trovi radice nella cabala ebraica, che raccoglie un vasto numero di sigilli, chiavi e simboli; tale patrimonio operativo viene utilizzato liberamente dai rootworkers per i loro rituali individuali e come tali non soggetti a universale codifica. 
2. "Il Segreto dei Salmi" di Godfrey Selig. Questo testo, che abbiamo visto in precedenza, raccoglie l'uso magico dei Salmi associato ad altri elementi di impiego comune (sale, olio, specchi, polvere, carbone, ecc.) e nel proseguo di questa trattazione vi torneremo ampiamente. 
3. Il "Pow Wows or Long Lost Friend" scritto da John George Hohman, che è composto da una raccolta di incantesimi, scongiuri, preghiere e parole sacre. 

Questo ampio armamentario magico è ricco di preghiere (e Salmi) e di simbolismi cristiani. Del resto l'immaginario di questo sistema magico, fortemente legato ad una visione di giustizia retributiva e di "do ut des" o "fai e sarà fatto", si estrinseca in una molteplicità di elementi, personaggi o strumenti, tratti dall'Antico Testamento . Ad esempio Mosè è visto come un precursore, un primo maestro o dottore, dell’Hoodoo e ciò in forza della potenza dei suoi prodigi che si esprimevano in un contatto personale con Dio e trovavano azione nel campo quaternario e di governo degli elementi (la manna, le acque del Mar Rosso, l'acqua che zampilla dalla pietra, il bastone e i serpenti, le piaghe, ecc..). L'Antico Testamento, e specialmente il libro dei Salmi, è quindi una fonte primaria per gli incantesimi, i talismani, le divinazioni e, in senso lato, i mercanteggi con il mondo degli spiriti, tutto miscelato ed espresso per avere "dialogo"  e "mediazione" con le forze invisibili che tutto governano e tutto influenzano. Questa miscela vede da un lato, in posizione predominante all'interno dell'Antico Testamento, il Libro dei Salmi e dall'altro pietre, erbe, candele (sovente bicolori), ossa di animali, oggetti personali, capelli, ma anche urina, sperma, feci e sangue mestruale: a ben vedere niente di nuovo rispetto alla nostra magia popolare, la quale è sempre fonte di riflessione e grande attenzione per il ricercatore. 



TRATTO DAL LIBRO: "I SALMI: Storia, Preghiera, Meditazione, Magia e Angeli"

sabato 27 giugno 2020

I SALMI: Storia, Preghiera, Meditazione, Magia e Angeli

 I SALMI

Questo libro  tratta della storia e dell'impiego religioso, spirituale e magico dei Salmi sotto un profilo eminentemente pratico e fruibile. È proprio la pratica, la risonanza ed il magnetismo che essa esercita, ad essere l'unica e reale sintesi a cui il cercatore di conoscenza deve ambire. Pur essendo centrale quanto appena sottolineato, la preminenza della pratica su ogni dissertazione, è pur necessario avere una qualche minima erudizione relata alla storia ed alla forma di questo portentoso strumento; ciò non tanto per impreziosire qualche dotta conversazione, quanto piuttosto per fornire il necessario humus culturale affinché la pratica, comprendendo le regole generali e il giusto approssimarsi ad essa, sia fruttuosa e reale. La pratica con i Salmi, sia essa cardiaca o teurgica, si sviluppa sui seguenti fondamenti:
1. Sfrutta l'energia che nel corso dei millenni schiere di fedeli, iniziati e maghi hanno condensato nella costante ripetizione dei suoni da cui i Salmi sono composti.
2. Trova alimento ed esaltazione dal particolare animo umano del praticante.
3. Ha compimento nella capacità immaginifica (l'arte di rappresentare all'interno del nostro spazio sacro mentale ed animico ciò che desideriamo). 
4. È coronata dal successo perseguendo la kavvanah o "retta intenzione": la purezza dell'intendimento.

INDICE

INTRODUZIONE

CAPITOLO I
IL  LIBRO DEI SALMI 
LE TRADUZIONI E SAN GIROLAMO
LA NUMERAZIONE DEI SALMI
I LIBRI DEI SALMI
I SALMI PERDUTI
IL SALTERIO NELLA TRADIZIONE CRISTIANA

CAPITOLO II
I SALMI PENITENZIALI
SALMO 133 (132)
SALMO 67/66
SALMO 1
SALMO 134 (133)
SALMO 91 (90)
SALMO 82 (81)

CAPITOLO III
I SALMI NELLA TRADIZIONE MAGICA
L’ABATE JULIO
HOODOO
GIULIANO KREMMERZ
MARTINISMO
ELETTI COHEN

CAPITOLO IV
INTRODUZIONE ALLA PRATICA
LE DOMANDE
LA PRATICA VIVA
SEMI DI ISPIRAZIONE

CAPITOLO V
SALMI E TEURGIA
LE ORE MAGICHE
TALISMANI
CHIAVI ANGELICHE MAGGIORI
SALMI GIORNALIERI
I 72 ANGELI
ATTRIBUZIONE DEI 72 ANGELI
SIGILLI DEI 72 DEMONI
NOMI ED ATTRIBUZIONI DEI 72 DEMONI

CONCLUSIONE
APPENDICE
SCHEMA RIEPILOGATIVO  LIBRO SALMI
LE BIBBIE IN LINGUA ITALIANA
DE EXORCIZANDIS OBSESSIS A DÆMONIO

domenica 21 giugno 2020

TECNICHE DI RESPIRAZIONE CONSAPEVOLE (Uomo Ente Magico - un percorso di conoscenza interiore) -5-



Inspira, e Dio ti si avvicina. Tieni il respiro, e Dio rimane con te. Espira, e ti avvicini a Dio. Tieni l’espirazione, e ti arrendi a Dio. (Tirumalai Krishnamacharya)

Carissimi argonauti dello spirito, continua il nostro appuntamento settimanale di pratiche tese alla conoscenza interiore. Una conoscenza che necessaria necessita di una presa di coscienza integrale dell'uomo, dove fisico-anima-mente trovano sinergica sintesi nella pratica.

Vediamo adesso, a complemento degli incontri precedenti, alcune pratiche di respirazione consapevole, le quali sono diversamente indicate in forza delle necessità energetiche e degli stati emotivi dell'uomo che si rivolge ad esse. 

"Il seme della conoscenza si manifesta in modo diverso in persone diverse."

PRANAYAMA: CONTROLLO DELLA RESPIRAZIONE SECONDO LA TECNICA DELLO YOGA KUNDALINI

Inspirazione: prima la pancia, poi il costato, poi lo sterno. Espirazione: Prima lo sterno, poi il costato, poi la pancia.

Durante l'inspirazione lasciate che la pancia si gonfi lentamente, e riempite il resto dei vostri polmoni d'aria. Quando i polmoni saranno pieni d'aria, espirate: svuotate prima la parte superiore dei polmoni, poi rilasciate lentamente la pancia.

Esercizio: poni la tua attenzione - cercando di rimuovere ogni pensiero estraneo - sulla parte del corpo impegnata nella pratica respiratoria. 

IL RESPIRO DI FUOCO

Il respiro di fuoco è di uso corrente nello yoga kundalini. Si tratta di una respirazione veloce ritmica, che comporta il movimento della sola zona addominale, mentre il petto rimane fermo. Durante l'inspirazione spingere la pancia in fuori; durante l'espirazione tirare la pancia in dentro. L'espirazione e l'inspirazione hanno la stessa durata e la stessa forza. Il ritmo respiratorio è di circa due respiri al secondo. Prima di iniziare il respiro dio fuoco inspirate e mettete la testa ben diritta ed il mento leggermente ritratto. Sedetevi con la colonna vertebrale ben eretta e con gli occhi chiusi. Mettete la mano sinistra sul petto e la destra sulla pancia. Cercate di trovare un buon ritmo. Il respiro di fuoco dà una vivida e concreta sensazione di vitalità.

Esercizio: durante la pratica visualizza una sfera di luce all'altezza del tuo plesso solare; raccogli in essa la calda e rossa energia che stai accumulando.

RESPIRAZIONE SOLE LUNA (FURYA CHANDRA PRANAYAMA)

Questa respirazione va fatta a narici alternate. Chiudere la narice sinistra ed inspirare dalla narice destra; soffermarsi trattenendo il respiro quattro o cinque secondi; chiudere la narice destra ed espirare lentamente e profondamente dalla narice sinistra; inspirare, trattenere il respiro soffermandosi per quattro o cinque secondi, chiudere la narice sinistra ed espirare lentamente e profondamente dalla narice destra. Continuare la respirazione per qualche minuto. I suoi benefici sono: ristabilisce il giusto equilibrio tra acidi e alcali, ossigena il sangue, calma le tensioni nervose, fa passare il mal di testa, migliora la normale respirazione.

Esercizio: per ogni espirazione immagina un pensiero, un emozione, un'immagine negativa che lascia il tuo corpo fisico, il tuo corpo mentale e il tuo corpo animico. Per ogni ispirazione immagina un ristoratore linimento che colma ogni anfratto del tuo essere. 

RESPIRAZIONE A TAMBURO (MRIDANGA)

Durante la fase dell'inspirazione picchiettare tutto il torace, specialmente la zona del petto, tamburellando coi polpastrelli e le dita rigide; durante l'espirazione picchiettare, con la mano aperta e le dita unite, tutti gli stessi punti toccati durante la fase dell'inspirazione. Ripetere quanto si desidera. Benefici: purifica i bronchi e tutto l'apparato respiratorio.

Esercizio: poni la tua attenzione - cercando di rimuovere ogni pensiero estraneo - sulla parte del corpo impegnata nella pratica respiratoria. 





RESPIRO DELLA LUCE DEL CRANIO (KAPALABHATI)

Il respiro della luce del cranio è una tecnica di purificazione delle via nasali. Mettetevi seduti in una posizione comoda a busto eretto. L'inspirazione è passiva, l'espirazione attiva: inspirare dolcemente dalle narici, portando l'attenzione su di esse, sull'addome e sul cranio; espirare sempre dalle narici, di colpo, profondamente e con forza, cercando di portare il respiro contro il seno frontale e concentrandosi sul cranio. Ripetere l'esercizio quanto si desidera. Benefici: purifica le vie respiratorie, aiuta in caso di raffreddore e di mal di testa, prosciuga i seni nasali.

Esercizio: associa a questa pratica la seguente visualizzazione: immagina una fiamma luminosa che si espande ritmicamente nella zona del tuo cranio o su di un punto posto due dita sopra la base del tuo naso.

RESPIRAZIONE DELL'APE NERA (BHRAMARI PRANAYAMA)

Si esegue tale tecnica mettendosi seduti in una posizione comoda a busto eretto. Chiudere gli occhi e portare l'attenzione alla gola, immaginando di poter respirare con questa, come se sotto il mento ci fosse un foro da cui entra ed esce il respiro. Respirate lentamente e profondamente, producendo un ronzio tra il naso e la gola, il ronzio provocato è come quello di un'ape. Benefici: rilassa il corpo e la mente

Esercizio: associa a questa pratica una visualizzazione legata alla purificazione della tua gola: punto di sintesi fondamentale fra mente e cuore. Una fiamma turbinosa purificatrice che rimuove ogni impurità, ogni larva, ogni elemento estraneo.

Per maggiori informazioni: uomoentemagico@gmail.com

domenica 14 giugno 2020

PRANAYAMA DI TRASMUTAZIONE EGIZIO (Uomo Ente Magico - un percorso di conoscenza interiore) -4-




Finché una persona parla, non può respirare. Perciò sacrifica il respiro alla parola. Inoltre, finché una persona respira, non può parlare. Perciò sacrifica la parola al respiro. (Kauṣitakī Upaniṣad)

Abbiamo visto nelle precedenti lezioni alcune semplici pratiche legate alla respirazione. Ovviamente questa apparente semplicità non deve ingannare, in quanto è solamente ponendo la nostra attenzione sul respiro – questo continuo fluire e defluire dell’elemento aria – che avremmo modo di acquisire consapevolezza sui nostri tre corpi: fisico, psichico ed animico. Oggi – continuando lungo questo percorso di laboriosa opera – vedremo uno sviluppo della pratica della respirazione consapevole, il quale tenderà ad impegnare l’argonauta dello spirito in una ritmica fisica.  

La pratica che si propone è rivolta ad accumulare, nel plesso solare (il deposito interno di energia ) il PRANA (dal sanscrito: soffio vitale ). Questa è l'energia che tutto anima nell'Universo, è la fonte primaria di vita, essa deve essere immaginata come un oceano vastissimo, che lambisce le coste arrecandone benefici. Noi uomini possiamo essere consapevoli o meno della presenza del Prana, ma ciò non inficia l'opera vitale che esso compie. La differenza fra colui che è consapevole, e colui che dorme il sonno dell'ignoranza avvolto nell'illusione, risiede nei maggiori benefici che trarrà da quest'energia, e dalla pratica stessa che agisce sulla composizione occulta dell'adepto. Infatti attraverso questa pratica, andremo ad accumulare, e radicare, in noi questa importantissima energia, acquisendo consapevolezza del nostro essere, e operando una pulizia interiore.

La pratica richiede un orientamento verso EST, Sole nascente, in modo tale che attraverso la posizione nello spazio invochiamo prima, ed evochiamo poi, in noi la presenza di questa energia, guidati dall'Essenza benigna del Sole. Una pratica di rilassamento iniziale concluderà la necessaria preparazione.

Come potete chiaramente vedere, vi sono delle differenze metodologiche fra maschio e donna, ciò è dovuto all'inversione dei canali interni, i due serpenti del Caduceo di Ermete, che affondano direttamente nelle ghiandole sessuali, collegandole alle narici.

DONNA

Primo movimentoSecondo movimentoTerzo movimento
TOMRAHHAM
narice destra chiusanarice sinistra aperta
ISPIRAZIONE
narice destra chiusanarice sinistra chiusa
RITENZIONE
narice destra apertanarice sinistra chiusa
ESPIRAZIONE
Quarto movimentoQuinto movimentoSesto movimento
TOMSAHHAM
narice destra apertanarice sinistra chiusa
ISPIRAZIONE
narice destra chiusanarice sinistra chiusa
RITENZIONE
narice destra chiusanarice sinistra aperta
ESPIRAZIONE


UOMO

Primo movimentoSecondo movimentoTerzo movimento
TOMSAHHAM
narice destra apertanarice sinistra chiusa
ISPIRAZIONE
narice destra chiusanarice sinistra chiusa
RITENZIONE
narice destra chiusanarice sinistra aperta
ESPIRAZIONE
Quarto movimentoQuinto movimentoSesto movimento
TOMRAHHAM
narice destra chiusanarice sinistra aperta
ISPIRAZIONE
narice destra chiusanarice sinistra chiusa
RITENZIONE
narice destra apertanarice sinistra chiusa
ESPIRAZIONE


Attraverso questa pratica - che doverosamente andrebbe ripetuta ogni giorno al mattino o alla sera - entriamo in contatto con i mantra o parole di potere, che svilupperemo nei prossimi appuntamenti . Vi chiedo di prestare la doverosa attenzione alle varie sequenze qui proposte, in quanto - attraverso la pratica - giungeremo ad avere consapevolezza dei dinamismi occulti del nostro corpo e della sua reale collocazione nello spazio e nel tempo.

Per maggiori informazioni: uomoentemagico@gmail.com

lunedì 8 giugno 2020

RESPIRAZIONE ALTERNATA (Uomo Ente Magico - un percorso di conoscenza interiore) -3-





Nel precedente incontro abbiamo avuto modo di studiare, e spero praticare, la cosiddetta respirazione armonica. Pregio di tale pratica è quello di rendere l'argonauta dello spirito consapevole in merito a questa attività primaria ed intuire come attraverso di essa sia possibile indurci in stati di profonda armonia interiore: preludio di significative prese di coscienza. 

In questo nuovo appuntamento settimanale vedremo ancora delle pratiche legate al respiro, dove sarà richiesta, da parte dell'operatore, una maggiore capacità di dominio attorno a questa divina meccanica che è la respirazione. 

LA RESPIRAZIONE ALTERNATA


Ne esistono differenti tipi, che illustreremo in seguito. Denominatore comune a tutti è l’alternanza della narice destra e sinistra nella respirazione, mentre l’altra viene chiusa con il pollice (per la narice destra) o l’indice (per la sinistra) della mano destra. La respirazione alternata nelle sue varie forme è alla base di molti esercizi di Pranayama (controllo del prana, o energia vitale) e tecniche di purificazione dei canali energetici (nadi nello yoga o meridiani in medicina cinese e giapponese).

Esercizio

La posizione consigliata per questo tipo di esercizio di respirazione è quella seduta (in ginocchio seduti sui calcagni, come nella meditazione zazen, o a gambe incrociate, o la posizione del loto) con la spina dorsale eretta e la testa ad essa allineata. La mano destra deve essere portata all’altezza del naso, mentre la sinistra è rilassata lungo il corpo o appoggiata alla gamba sinistra. Durante l’esercizio si alternano il pollice e l’indice per la chiusura delle narici come indicato in seguito, mentre le altre dita della mano sono rilassate e non toccano il viso.




SOLE/LUNA

Così chiamato nella tradizione yogica in quanto permette l’attivazione alternata dei due principali canali energetici che si snodano ai lati della colonna vertebrale (ida e pingala), e che vengono tradizionalmente fatti corrispondere all’emisfero destro e sinistro del cervello, così come ai poli positivo e negativo, al sole e alla luna, yin/yang e molte altre coppie di opposti.  Ulteriori approfondimenti sono possibili su testi di yoga e pranayama, ed esulano dallo scopo del presente libro. I  benefici del respiro sole/luna sono: aiuta ad eliminare le tossine accumulate nell'organismo, ossigena il sangue, calma le tensioni nervose, allevia il mal di testa, migliora la normale respirazione.

Esercizio

Chiudere la narice sinistra ed inspirare dalla narice destra; soffermarsi trattenendo il respiro quattro o cinque secondi; chiudere la narice destra ed espirare lentamente e profondamente dalla narice sinistra; inspirare, trattenere il respiro soffermandosi per quattro o cinque secondi, chiudere la narice sinistra ed espirare lentamente e profondamente dalla narice destra.
Tempo: cominciare con 5 minuti, per poi aumentare gradualmente la durata dell’esercizio.

RESPIRAZIONE BATTENTE

E’ una respirazione a narici alternate, senza trattenuta. La sua utilità è quella di ripulire i condotti aerei e di conferire lucidità e chiarezza mentale.

Esercizio

Si utilizza la stessa posizione descritta all’inizio del paragrafo.
Si inizia tenendo aperta la narice sinistra e chiusa la destra, inspirazione ed espirazione vengono effettuate con forza dalla stessa narice, che viene poi chiusa per passare all’altra e ricominciare il ciclo. 
Tempo: cominciare con 5 minuti, per poi aumentare gradualmente la durata dell’esercizio.

RESPIRAZIONE IN  DUE FASI

Simile al respiro sole/luna, ma in questo caso manca la fase di trattenuta. Utile per eliminare le tossine, ripulire i canali energetici ed alternare la loro attivazione. Richiede inizialmente una grande concentrazione, ma permette di acquisire a poco a poco una forte presenza a noi stessi.
Esercizio

E’ una respirazione a narici alternate nelle due fasi, una inspira e l’altra espira, e viceversa. 
Tempo: cominciare con 5 minuti, per poi aumentare gradualmente la durata dell’esercizio.

Per maggiori informazioni: uomoentemagico@gmail.com

domenica 31 maggio 2020

"Corre di più uno zoppo, di chi non ha voglia"


“L'uomo che può, agisce; l'uomo che non può, insegna.”
GEORGE BERNARD SHAW

26 dicembre 2019, ricordo ancora quell'escursione sui Monti Pisani. Un anello non molto impegnativo -  da “Prato a Ceragiola” (Buti) al monastero di San Michele alla verruca – immerso nei paesaggi del subappennino toscano. 

Di buona mattina - durante la fase iniziale dell'escursione - incontrai un altro viandante e, come si usa fra solitari, ci salutiamo e proseguiamo nei nostri opponenti tracciati: lui prese a monte e io declinai a valle dell'anello 00. Le silenti ore erano trascorse, quando, per magica sincronia, ci ritrovammo esattamente, lo scarto era minimo, nel luogo del primo saluto. Il fato, il caso esiste solamente per lo stolto, così aveva preordinato e adeguandoci ad esso decidemmo di donarci- vuoi per tirare il fiato  e vuoi per il gusto di farlo fra uomini liberi dalla tirannia del tempo – compagnia e impressioni di escursioni passate.

Sorridente, e in quella confidenza che si usa fra sconosciuti, mi pose il suo bastone da montagna: un legno modellato nell'altezza e nella forma a lui utili. Su di esso vi erano incise, si era premunito di dirmi, delle massime che aveva tratto dalla vita montana. Una, fra le molte, mi ha porto raccontandomi l'aneddoto raccolto oltre quelle scarne parole.

Un giorno ero in montagna, con due miei cari amici che fra loro non si conoscevano. Il primo era una persona con una gamba "strusciata" (che per i non toscani, mi spiace per voi, significa offesa, zoppa), e quando camminava mandava i piedi a "farciola" (il movimento dei piedi che disegna lo spicchio della falce). L'altro mio amico, un uomo di città poco avvezzo a sudare, vedendolo camminare, lo apostrofò dicendogli: "Oh ma dove credi di andare? siamo in montagna". L'altro per niente scomposto o sofferente rispose: "corre più uno zoppo, di chi non ha voglia".



Ringrazio il fato per questo insegnamento, che prontamente rivolgo a tutti coloro che passivi, inerti e mormoranti si lamentano (pingui del loro ego e della loro carne) di non aver mai incontrato il maestro, di non aver mai avuto occasione per porsi alla prova. Purtroppo senza fatica, senza donarci occasioni di misura, niente otterremo. Così agendo vivremo nell'attesa dell’elemosina altrui, racchiusi fra le nostre frustrazioni, i nostri patemi e le nostre speranze: nessun viaggio, ivi compreso quello dell’anima, ha mai avuto inizio e fine al chiuso di una stanza. Ecco quindi l’estrema necessità di uscire dalla nostra confortevole dimensione sociale, dalle ipocrite cortesie e dalla compagnia di deboli e pavidi. E' impellente valutare noi stessi lungo la prova e porre un passo davanti all’altro: solo così sarà possibile conquistare la vetta. Ma tutto ciò è condizionato dall'abbattere la nostra cattiva volontà, dal non prestare ascolto alla cantilena della mente e a vincere ogni resistenza. 

"Corre di più uno zoppo, di chi non ha voglia"

giovedì 28 maggio 2020

SUL TIPO DI CONOSCENZA GNOSTICA (SECONDA PARTE)



Così Hans Jonas nel suo libro “LO GNOSTICISMO” descrive questa forza che è la Gnosi: "l'evento umano individuale della conoscenza pneumatica è l'in­verso equivalente dell'evento precosmico universale dell'ignoranza di­vina, e nel suo effetto redentivo è dello stesso ordine ontologico. L'attualizzazione della conoscenza nella persona è nello stesso tempo un atto che si ripercuote nel fondamento generale dell'essere."


La materia, lo spazio ed il tempo sono illusioni accidentali, frutto dell’incapacità dell’uomo di percepire la verità e l’orribile inganno del Demiurgo e degli Arconti. Cogliere la conoscenza redentrice assume, all’interno del paradigma gnostico, al contempo valore di singolarità e di evento escatologico. Singolarità perché essa è evento eccezionale, che piega il procedere e l’organizzarsi del tempo e dello spazio così come preposto dal Demiurgo e dagli Arconti. Evento escatologico in quanto il destino ultimo dell’uomo gnostico coincide con il destino ultimo della manifestazione.
In tal modo viene descritta la fine di questa manifestazione in un testo ascrivibile alla scuola gnostica alessandrina:

(7)..la materia sarà distrutta, oppure no? Il Salvatore disse: “Tutte le nature, tutte le formazioni, tutte le creazioni sussistono l’una nell’altra e l’una con l’altra, e saranno nuovamente dissolte nelle proprie radici. Poiché la natura della materia si dissolve soltanto nelle (radici) della sua natura. Chi ha orecchie da intendere, intenda”. (Vangelo di Maria)

È questa una profonda riflessione che sembrerebbe frutto di qualche ardita filosofia orientale, ma che invece si è sviluppata nei primi secoli dell’era cristiana nel bacino del mediterraneo; una visione che rimanda alla creazione ipostatica[1] tanto cara alle scuole cabalistiche più raffinate, le quali sono in profondo debito con lo gnosticismo alessandrino. Inoltre suggerisce che per nature diverse sussistano delle radici diverse, a sottolineare come in questa manifestazione, e nelle altre suggerite, i vari attori e convenuti non trovino generazione/creazione/emanazione da un comune Essere.


Riassumendo lo Gnosticismo, nelle sue varie articolazioni docetiche e strutturali, propone una Gnosi che non è formale o dialettica o razionale, ma che si pone come unico veicolo di redenzione e di salvezza. Essa è rivolta al singolo uomo, e solamente attraverso la propria ricerca e le proprie qualità spirituali può conseguirla. L’uomo che comprende in se la Conoscenza si pone automaticamente oltre l'ordinamento delle leggi naturali, dei cicli del tempo, dei pesi e delle misure che regolano e compongono l'universo espressione del demiurgo, e a cui tutte le cose sono assoggettate[2]. Questa Gnosi non solo è particolare, come abbiamo visto, per gli effetti che estrinseca, ma lo è anche per il processo gnoseologico che conduce ad essa. Il quale si dipana da alcune considerazioni iniziali quali: la creazione è malevola ed illusoria in quanto è espressione di un Dio Minore; l’uomo gnostico trova punto di origine e punto di ritorno in un piano spirituale completamente altro rispetto a questo piano manifestativo.
Sono questi gli elementi che caratterizzano quel particolare tipo di Conoscenza incarnata nello gnosticismo, e che determinano l’assoluta divergenza di questo movimento filosofico/misterico/spirituale da ogni altro fino a quel momento apparso.
Le varie strutture gnostiche di oriente e di occidente hanno incarnato in modo difforme questo insegnamento, ed in modo difforme lo hanno trasmesso ai propri iniziati; esse si sono rivestite della forma di scuole filosofiche, comunità iniziatiche e religioni assumendo i tratti caratteristici della cultura in cui si andavano ad innestare.

Fra esse vi era chi proponeva una sorta di estasi filosofica, chi una condizione di rifiuto per le regole sociali e morali, e chi ardite letture in chiave magico sessuale delle scritture sapienziali del mondo antico. Erano però tutte accomunate da una ricca mitologia che proponeva una narrazione ed una lettura di non facile comprensione per colui che era profano alla peculiare visione del mondo che lo gnosticismo incarnava.
È attraverso questa raffinata ed imponente simbologia, raccolta fra le pieghe degli affreschi cosmogonici, che l’adepto sprofondava negli abissi della densa carnalità e della caotica psiche, per riemergere fra le vette del puro spirito.

A coloro che potrebbero obiettare che siffatta visione sia elitaria, riservata ad un nucleo di individui che dall'alta opinione di se stessi, mi permetto di offrire alcune riflessioni. La semplice osservazione della natura composita natura umana ci conduce a ritenere che non tutti gli uomini detengono eguale predisposizione verso il "sacro", al contempo non esiste una contrapposizione fra fede e conoscenza, essendo la prima (il credere in qualcosa di sovrumano) momento necessario ed indispensabile per il movimento di pura conoscenza di tale "oggetto". Al contempo coloro che sostengono la particolarità di tale rivelazione, tendono a dimenticare come all'interno della stessa narrazione canonica cattolica vi sia la presenza di molteplici "doni" dello Spirito Santo (terza persona che rappresenta il movimento del Logos, dall'Alto verso il Basso) riservati a pochi o a singolo individuo.

In estrema ed ultima analisi è possibile affermare che nello Gnosticismo Storico, la conoscenza rappresenta la "soluzione" all'eterna questione dell'uomo: "perchè il male, e perchè il sommo di tutti i mali: la morte". A cui le scuole alessandrine diedero come risposta non tanto la disubbidienza ad un precetto divino, quanto piuttosto il deterioramento della assoluto coscienza dell'essere, nella particolare (in)coscienza dell'ente.





[1] IPOSTASI (gr. ὑπόστασις, da ὑπό "sotto" e ἵστημι "sto"). La sostanza di ciò che è inferiore, è infusa da ciò che è Superiore.
[2] «egli (Demiurgo) volle prendere possesso (controllo) delle loro facoltà di pensiero... Egli prese una decisione con le sue potenze: fecero venire all'essere il Fato, e per mezzo di misura, periodi e tempi incatenarono gli dèi dei cieli [pianeti e stelle], gli angeli, i demoni e gli uomini, affinché tutto fosse posto sotto il suo legame ed esso [Fato] fosse il signore sopra tutti loro: un piano diabolico e perverso!».