L’ “INNO AL SOLE DI AKHENATON“ è la più lunga poesia, giunta
fino a noi, scritta alla divinità del
disco solare Aton. Si presume che sia stato composto verso la metà del XIV
secolo a.C.. Il testo è attribuito al faraone Akhenaton della XVIII dinastia o
ai suoi cortigiani.
Miriam Lichtheim descrive l'inno come "una bella
dichiarazione della dottrina del Dio unico" Nel suo libro “Reflections on the
Psalms“ del 1958 , CS Lewis ha paragonato l'Inno ai Salmi del canone
giudaico-cristiano, così come Breasted (che li ha suddivisi in strofe per
assomigliare a poesie occidentali). Miriam Lichtheim ha commentato una presunta
somiglianza con il Salmo 104 dicendo che "Le somiglianze sono, tuttavia,
più probabilmente il risultato della somiglianza generica tra inni egizi e
salmi biblici. Una specifica interdipendenza letteraria non è probabile".
Lo studioso biblico Mark S. Smith ha commentato che "Nonostante il
costante sostegno per il confronto dei due testi, l'entusiasmo per l'influenza
anche indiretta è stato temperato negli ultimi decenni. In alcuni ambienti,
l'argomento per qualsiasi forma di influenza viene semplicemente respinto.
Tuttavia alcuni egittologi, come Jan Assmann e Donald Redford, sostengono
l'influenza egiziana sia sulla corrispondenza di Amarna (specialmente in EA
147) che sul Salmo 104 ". L' egittologo Dominic Montserrat discute la
terminologia usata per descrivere questi testi, descrivendoli come poesie
formali o elogi reali. Egli vede la parola "inno" come un
suggerimento di "sfoghi di emozione" mentre li vede come "elogi,
dichiarazioni di lode formali e retoriche" in onore di Aton e della coppia
reale.

INNO AL SOLE DI AKHENATON
Magnifico risplendi tu. Sull’orizzonte
del cielo, Tu sole vivente. Che determini la vita! Tu sorgi dall’orizzonte
d’oriente. E colmi ogni terra della tua bellezza. Magnifico, grande e
raggiante, alto sopra tutti i paesi della terra.
I tuoi raggi abbracciano le
nazioni. Fino al termine di tutto quello che hai creato. Tu sei Ra quando
raggiungi i loro confini. E li inclini per il tuo figlio amato. Sei lontano, ma
i tuoi raggi sono sulla terra; sei nel suo volto, ma la tua via è
inesplorabile.
Quando riposi oltre l’orizzonte
occidentale, il mondo è immerso nelle tenebre, a somiglianza della morte. I
dormienti sono nelle stanze. Con il capo velato e nessun occhio scorge l’altro.
Tutti gli averi che tengono sotto
la testa vengono loro rubati. Non se ne accorgono. Ogni animale da preda è
uscito dal proprio covile E tutti i serpenti mordono. L’oscurità è una tomba,
la terra giace attonita, poiché il suo creatore è tramontato all’orizzonte.
Al mattino però eccoti di nuovo
al di sopra dell’oriente E brilli come sole nel dì; scacci le tenebre e scocchi
i tuoi raggi. Le Due Terre sono ogni giorno in festa, gli uomini sono desti e
si levano in piedi, poiché tu li hai fatti alzare. Il loro corpo è pulito e
hanno indossato abiti, le loro braccia si levano in preghiera al tuo sorgere la
terra intera compie la sua opera.
Tutto il bestiame si pasce del
proprio foraggio, alberi ed erbe verdeggiano. Gli uccelli hanno lasciato i
nidi, i loro voli lodano il tuo Ka. Tutti gli animali selvatici stanno
all’erta, tutto ciò che si agita e ondeggia nell’aria vive, poiché sei sorto
per loro. Le grandi barche risalgono la corrente E poi la ridiscendono, ogni viaggio
è aperto dal tuo sorgere. I pesci nell’acqua saltano dinnanzi al tuo apparire, i
tuoi raggi penetrano nel fondo del mare.
Tu che fai germinare il seme
nelle donne, Tu che procuri “il liquido” agli uomini. Tu che mantieni in vita il
figlio nel corpo di sua madre. E lo acquieti così che le sue lacrime si
asciughino - Tu, balia nel corpo della madre! - Tu che doni il respiro. Perché
tutte le creature possano vivere. Quando il bimbo esce dal corpo della madre. E
respira nel giorno della nascita, gli apri la bocca completamente e ti
preoccupi di quel che a lui serve.
Al pulcino nell’uovo, Che già si
fa sentire nel guscio - Tu concedi l’aria e lo fai vivere. Hai stabilito per
lui il momento. Quando è tempo di rompere il guscio; ed esce allora dall’uovo per
rispondere al termine fissato, cammina già sui suoi piedi, quando esce
dall’uovo.
Quanto sono numerose le tue opere
Che si nascondono allo sguardo, tu unico dio, del quale non esistono eguali! Hai
creato la terra secondo il tuo desiderio, da solo, con uomini bestiame e ogni
animale, con tutto quello che sta sulla terra, con tutto quello che si muove
sui piedi con tutto quello che sta in alto e si muove con le ali.
I paesi stranieri di Siria e
Nubia, e con essi la terra d’Egitto, hai collocato al posto dove si trovano e
ti preoccupi dei loro bisogni, tutti hanno nutrimento e il termine della loro
esistenza è stabilito. Le lingue sono diverse nei discorsi. E così pure i
lineamenti; il colore della pelle è differente, poiché tu distingui i popoli.
Nel mondo sotterraneo crei il
Nilo, e lo porti poi in superficie a tuo piacimento, per mantenere in vita gli
uomini che tu hai creato. Sei il signore di tutti che per tutti si affatica, tu
padrone di ogni terra che per te si schiude, tu sole del giorno, potente
nell’alto! Tu mantieni in vita anche le terre più lontane, hai posto un Nilo anche
nel cielo, perché possa giungere a loro, e infrangere onde sui monti, come il
mare, e rendere umidi i loro campi con ciò di cui hanno bisogno.
Quando sorgi essi si risvegliano
e rivivono per te. Crei le stagioni perché le tue creature si possano sviluppare.
L’inverno, per dar loro frescura, il caldo dell’estate perché godano della tua
presenza. Hai posto lontano il cielo per salire fino a lui. E osservare tutto
quello che hai creato.
Sei unico quando sorgi, in tutte
le tue forme di apparizione come Aton vivente, che brilla e risplende, lontano
e vicino; tu crei milioni di esseri da te solo - Città, villaggi, e campi
coltivati, ruscelli e fiumi. Tutti gli occhi si vedono di fronte a te, quando
ti levi sulla terra come sole del giorno.
Quando tramonti, il tuo occhio
non è più qui, quello che tu hai creato per loro, così non vedi te stesso come
unico, ciò che hai creato - anche allora resti nel mio cuore e non c’è nessuno
che ti conosce al di fuori di tuo figlio Neferkheprure Uanre al quale hai fatto
conoscere il tuo essere e la tua forza.
Il mondo sorge al tuo cenno, come
tu lo hai creato. Quando ascendi nel cielo essi vivono, quando tramonti, essi
muoiono; sei il tempo stesso della vita, tutti vivono per te. Gli occhi posano
sulla bellezza fino a quando non scompari, ogni opera viene tralasciata quando
declini ad occidente. Colui che si leva rafforza ogni braccio per il re E ogni
piede si affretta.
Da quando hai creato il mondo, lo
fai sorgere Per tuo figlio che è nato dal tuo corpo, il re del duplice Egitto,
Neferkheprure Uanre, Figlio di Ra, che trae vita da Maat, il signore del
diadema, Akhenaton, grande nella sua esistenza, e la grande sua sposa e regina,
che egli ama, la signora di entrambi i paesi, Nefertiti, che è piena di vita e giovane
per tutta l’eternità.
Salmo 104 (Nuova Diodati)
1 Benedici, anima mia, l'Eterno!
O Eterno, mio DIO, tu sei sommamente grande; sei vestito di splendore e di
maestà. 2 Egli ti avvolge di luce come di un manto e distende i cieli come una
tenda; 3 egli costruisce sulle acque le sue alte stanze, fa delle nubi il suo
carro e cammina sulle ali del vento. 4 Fa dei venti i suoi messaggeri e una
fiamma di fuoco i suoi ministri. 5 Egli ha fondato la terra sulle sue basi; essa
non sarà mai smossa in eterno, 6 Tu l'avevi coperta dell'abisso come di una
veste; le acque si erano fermate sui monti. 7 Al tuo rimprovero esse fuggirono,
alla voce del tuo tuono si allontanarono in fretta. 8 I monti sorsero e le
valli si abbassarono nel luogo che tu avevi fissato per loro. 9 Tu hai posto
alle acque un limite da non oltrepassare; esse non torneranno a coprire la
terra. 10 Egli fa scaturire sorgenti nelle valli; esse scorrono fra le
montagne, 11 e danno da bere a tutte le bestie della campagna; gli onagri vi
estinguono la loro sete. 12 Accanto ad esse fanno dimora gli uccelli del cielo;
fra le fronde elevano il loro canto. 13 Dalle sue stanze superiori egli dà
acqua ai monti; la terra è saziata col frutto delle tue opere. 14 Egli fa crescere
l'erba per il bestiame e la vegetazione per il servizio dell'uomo, facendo
uscire dalla terra il suo nutrimento, 15 e il vino che rallegra il cuore
dell'uomo, l'olio che fa brillare il suo volto e il pane che dà forza al cuore
dell'uomo. 16 Vengono così saziati gli alberi dell'Eterno e i cedri del Libano
che egli ha piantato; 17 là fanno il loro nido gli uccelli, mentre la cicogna
fa dei cipressi la sua dimora. 18 Gli alti monti sono per i camosci; le rocce
sono rifugio dei conigli. 19 Egli ha fatto la luna per le stagioni; il sole
conosce l'ora del suo tramonto. 20 Tu mandi le tenebre e si fa notte; in essa
vanno attorno tutte le bestie della foresta. 21 I leoncelli ruggiscono in cerca
di preda e chiedono a Dio il loro pasto. 22 Ma, quando sorge il sole, essi si
ritirano e rimangono nelle loro tane. 23 Allora l'uomo esce alla sua opera e al
suo lavoro fino alla sera. 24 Quanto numerose sono le tue opere, o Eterno! Tu
le hai fatte tutte con sapienza; la terra è piena delle tue ricchezze. 25 Ecco
il mare, grande e spazioso, che brulica di innumerevoli creature; 26 lo
percorrono le navi e il Leviathan che tu hai formato per scherzare in esso. 27
Tutti si aspettano da te che tu dia loro il cibo a suo tempo. 28 Tu lo provvedi
loro ed essi lo raccolgono; tu apri la mano e sono saziati di beni. 29 Tu
nascondi la tua faccia, ed essi sono smarriti; tu ritiri il loro spirito, ed
essi muoiono ritornando nella loro polvere. 30 Tu mandi il tuo spirito, ed essi
sono creati, e tu rinnovi la faccia della terra. 31 La gloria dell'Eterno duri
per sempre; si allieti l'Eterno nelle sue opere; 32 egli guarda alla terra ed
essa trema; egli tocca i monti ed essi fumano. 33 Io canterò all'Eterno finché
avrò vita; canterò le lodi al mio DIO finché esisterò. 34 Possa la mia meditazione
essergli gradita; io mi rallegrerò nell'Eterno. 35 Scompaiano i peccatori dalla
terra e gli empi non siano più. Anima mia, benedici l'Eterno! Alleluia.
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